rafeli blog: diario delle piccole Cose

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"...e l'Aria era piena di Pensieri e di Cose da Dire. Ma in momenti simili vengono sempre dette solo le Piccole Cose Le grandi cose
si acquattano dentro,  non dette.
"     
(A.Roy Il Dio delle Piccole cose)
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tu non sai chi sono io

questo blog è solo uno degli effetti collaterali del mio smodato egocentrismo. Quando diventerò dolce e disponibile con tutti, allora andrò a fare il missionario in Burundi. La strada è ancora lunga, comunque, e per adesso, vi pippate il blog.
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tanti di di quei giorni a Bologna
- la ragazza del cesso di fronte
- i punkabbestia
- imbucato alle feste
- femmine al semaforo
- in facoltà
- in facoltà #2
- la casa che mi conosce così bene
- notte di cigolamenti
- frappè
- nell'aria
- le gazzelle per strada
- gli esami
- un secondo virgola niente
- pisciare al Rave
- la festa delle donne
- billigiò
- i giovani indigeni di questa città
- e non ho voglia di andare alle feste
- la laurea nonostante tutto
- e poi la disoccupazione
- finisce pure qui

 

sbrodeghezzi gusti assortiti

- orifizi
- fratelli truzzi d' Italia
- cazzo vuole la primavera
- il rumore dei chicchi di mais
- il privè della discoteca
- l'autunno del terrone in trasferta
- la musica certe volte
- un comizio
- un pregiudizio
- il conformismo
- la festa della donna
- la festa del papà
- san valentino
- l'ultima generazione di puri

 

rafeli in terra straniera

- Berlino
- le tipe crucche volume 4
- le tipe crucche volume 3
- il Dio delle Mestruazioni
- un carnevale a Monaco
- le tipe crucche volume 2
- il principe del Tobago
- le tipe crucche volume 1
- il mio nome
- italiano come mi vedi
- clinicamente stanco
- l'ebete analfabeta
- pure in austria, vado
- corri, scemo, corri
- mi congedo e torno a casa
- la megamultinazionale
- le dolomiti
- sul lago di garda
- le autostrade
- CristianoMalgioglioLand
- Italiano all'estero


io che sono l'ombelico del mio mondo

- il concetto di periferia
- la poesia che gira attorno
- la saggezza che non c'ho
- sfornato emigrante
- il mare che ti fotte
- le mie scarpe
- il mio film

sono nato paperino
- nel cesso per due ore
- sbronzo ergo sconcio
- barcollando verso casa
- questione di carne e di carezze
- una serata al Ruvido
- perdere la valigia, quando si fa sera
- certe notti in salento
- scoramenti



parliamo di cose serie

- mio Cuggino rasta
- come fan presto ad appassire le rose
- nostra signora dei cheesburger
- mio Cuggino rapper
- il telefono al collo
- il conducente della metro
- stranammore
- l'hip hop
- l'igiene personale
- un pivello che cresce
- i tabaccai che mi vogliono morto
- il concertone del primo maggio
- tom hanks e palloni wilson
- i libri di moccia
- berlusconi


infanzia difficile

- catechismi
- l'amore che non è per sempre
- il tempo delle mele immature
- i vestiti di pischello
- i bambini
- la megghiu gioventù
- gli alberi
- catarri vintage
- telefilm di formazione

 


per fare un post mi leggo un libro
- lessico famigliare
- l'americano tranquillo
- la gallina volante
- demian
- arcodamore
- il campo di nessuno
 
 

palloni wilson
bottoni

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domenica, 05 luglio 2009

paura per i giovani d'oggi

Dici: è solo una pubblicità, lascia perdere. Sì però se la mandano, vuol dire che funziona. Vuol dire che i ragazzini poi ci si identificano. Dice: ma tu da dove sei guardi la tv italiana? No, è che metto su Blob mentre durante la cena. E prima del filmato ci mettono qualche pubblicità, e di solito c’è questa. Paura.

update

comunque non tutto e' perduto. Basta dare uno sguardo ai commenti del video. Fra tutti, il migliore:

io mi chiamo fiammetta
aaah ecco xke sento caldo
...no testa di caxxo, è x via della sciarpa in piena estate...

ho partorito queste parole con dolore alle 17:59 | Link | commenti (5)
categoria:attualità, maria de filippi, geriatria portami via
mercoledì, 01 luglio 2009

poi uno si chiede

Poi uno si chiede perchè mai il Paese Basso, ed io non so dare una spiegazione valida e comprensiva di tutto. Però lo scorso weekend i miei datori di lavoro mi hanno offerto due giorni in una ridente cittadina del Belgio a fare la caccia al tesoro, così senza motivo preciso, e poi tutti assieme a bere qualcosa in centro; e da qualche giorno la mattina prendo la bicicletta e costeggiando il fiume vado a seguire un corso in un museo della scienza, che le pareti sono di vetro e ci sono sempre le bevande fredde e calde a disposizione sul tavolo casomai ti venisse il bisogno impellente di ingurgitare qualcosa, e se si deve discutere dell’articolo scientifico allora ci si va a sedere sul prato nel bel mezzo di un orto botanico – in linea di massima non mi piace sedere nei prati a studiare, ma è per rendere l’idea.

ho partorito queste parole con dolore alle 23:04 | Link | commenti (4)
categoria:autoreferenziale, paese basso
lunedì, 29 giugno 2009

Dicono che la foto della donna con il dito medio



Dicono che la foto della donna con il dito medio alzato di fronte ad Ahmadinejad sia da considerarsi un simbolo. Questa foto sarebbe un simbolo anche se tutti sanno che si tratta di un fotomontaggio. Per quanto ne sappiamo – essendo un fotomontaggio – quella donna potrebbe essere anche una sostenitrice accanita del presidente iraniano. Potrebbe essere anche sua sorella, per quanto ne sappiamo, scesa in piazza per applaudirlo, altro che protesta. Ma che ce ne frega dei dettagli, noi vogliamo solo i simboli. Che a noi non ci servono i dettagli, a noi ci interessano i simboli, che poi ci dobbiamo stampare i poster e pubblicare i libri. Serve per fare confronti che non c’entrano nulla con piazza Tienanmen. Quello intanto é un fotomontaggio, e questa é l’informazione di oggi. Dicono che la foto é un simbolo? Mah, forse hanno pure ragione. É un fake, simbolo di questo eccitarsi immotivato del mondo di internet. Che si eccita e si affloscia come cani pavloviani dalle ghiandole salivari ipertrofiche. Questo mondo di polistirolo di gruppi di FB che raggiungono le totmila adesioni e poi alla fine non concludono nulla, della vacuità dei siti di controinformazione e dell’associazionismo virtuale armato di keybords.

ho partorito queste parole con dolore alle 11:06 | Link | commenti (10)
categoria:attualità, bee fanno le pecore, ma fammi il piacere, abbracciamoci tutti
sabato, 27 giugno 2009

veramente important person, in acqua dolce

Siccome è cominciata l’estate, si cominciano a pubblicare le fotografie di personaggi importantissimi (si scrive v.i.p., si pronuncia vip) che se ne vanno al mare. Io poi ogni anno, quando arriva l’estate, mi ripeto: ma questi personaggi importantissimi che se ne vanno al mare, e che sono pieni di soldi da spendere per andare al mare, perchè mai prendono aerei, prenotano in anticipo, affittano alberghi, pagano la colazione il pranzo la cena, comprano costumi da bagno...per andare in piscina? Si muovono verso le migliori località di mare, in posti del mondo desiderati per le bellezze naturali...e poi se ne stanno in piscina. Che una piscina – se non è la tua piscina personale dove non ti disturba nessuno – in fondo è una piscina. Ognuno fa quello che vuole, sia chiaro.. Ma se resti in città, una piscina la trovi comunque. Uguale più o meno a tante altre piscine. Invece vai lontano. In Sardegna. In Spagna. Epperò resti a fare la lucertola nella piscina dell’albergo.   

Non capisco: ciò serve a delimitare il confine coi comuni mortali? Possibile. Forse che andare al mare significherebbe andare in un luogo dove tutti i comuni mortali possono andare (e questo attenuerebbe il tuo livello di vippismo?). Possibile. Forse vanno a trascorrere le vacanze in luoghi dove a parte le piscine di albergo il mare fa schifo? Forse hanno bisogno di trascorrere il tempo in luoghi accessibili solo a vip di pari livello (e quindi non possono sopportare che una spiaggia, anche nel luogo più rinomato del mondo, possa essere raggiungibile da un pinco pallino qualsiasi?). Mah.  

veline in acqua dolce
 

(veline d'acqua dolce)                  (vip femmina da acqua dolce con marito)          (vip maschio da acqua dolce più famiglia)

ho partorito queste parole con dolore alle 19:46 | Link | commenti (1)
categoria:non me lo spiego, non ci arrivo, dice che arriva lestate
venerdì, 26 giugno 2009

micheal jackson

Adesso diranno che in realtà non è morto. Che gioca a ping pong in una villa ad Haiti in compagnia di Elvis Presley, mentre Marilyn Monroe prepara qualcosa da bere in cucina. Cosa ci faccio io sveglio alle 6.30?

update: quello che scrivo io, però sull'Osservatore Romano.

ho partorito queste parole con dolore alle 06:35 | Link | commenti (5)
categoria:attualità
giovedì, 25 giugno 2009

85/100

Tutti sti personaggi che si ricordano del giorno del loro esame di maturità... Io non ricordo quasi nulla. Quale traccia scelsi. Se fu difficile o No. I miei vestiti. Niente. Faceva caldo, questo Si’. Ma se non fa caldo giu’ al paesello a fine giugno... Ricordo l’orale, con il presidente della corte giudicante grasso e sudato. Si alzo’ dalla sedia per urlare agli altri studenti fuori dall’ aula di fare silenzio. Mo e che é, una Babbilounia, qui? disse. Era di Bari. Una Babbilounia é? Moooo.. disse. Il prof di matematica e la buonanima della prof di disegno si spartivano un vassoio di cornetti alla crema. Lo zucchero filato volato via, sporcava un poco la cattedra. Dopo andai al mare con la sensazione di eroe dalla pancia svuotata.

ho partorito queste parole con dolore alle 15:24 | Link | commenti (3)
categoria:autoreferenziale, eravamo giovani e belli, una volta era tutta campagna
mercoledì, 24 giugno 2009

i due traumi estetici di oggi

Non so decidermi, se il nuovo logo per promuovere il turismo in Italia, riveduto e corretto(?), o Povia col culo peloso di fuori.

ho partorito queste parole con dolore alle 23:00 | Link | commenti (8)
categoria:dammi una lametta
martedì, 23 giugno 2009

portare me stesso

Portare me stesso al concerto di Roy Paci in un parco di Amsterdam una domenica pomeriggio che profuma di barbecue e di vento e di sedile di treno, e vedere un Roy Paci saltellante con gli occhi allegri da italiano in gita e la corporatura panciottosa proprio come ci si aspetta debba essere un italiano – addirittura urla dal microfono un “are you TirEd?” dando notevole importanza a tutte le vocali, tutte – ecco, tutto questo nel 2009 da emigrante all’ estero é come se negli anni 60, ma pure 70, fossi andato coi baffoni e i basettoni ad un concerto di Mino Reitano in una birreria di Francoforte. Scoprire che nel gruppo ci suona il tuo amico del paesello che dodici anni fa ci suonavi assieme, e vedere che lui ancora suona e gira il mondo cosi’, non ha prezzo. Non é vero: ha un prezzo. Il prezzo da pagare é quello per cui ti chiedi cosa significherebbe per te fare solo quello ti piace fare, e il misurare il coraggio che ti manca, eccetera eccetera, eccetera eccetera che tanto é inutile soffermarsi su sta cosa é la solita domanda che arriva, poi se ne va, ma poi torna.

update: Toh! contributo video.

ho partorito queste parole con dolore alle 12:12 | Link | commenti (6)
categoria:autoreferenziale, geriatria portami via, ce lo racconto ai nipoti
domenica, 21 giugno 2009

dopo ore di nervosismo

Dopo ore di nervosismo pessimismo e ragionevole fastidio, dopo aver perso tempo fra lavori stradali che io mica posso evitarli, i lavori - ché i cartelli cento metri prima sono scritti in barbaro, porcalamiseria - dopo aver cercato parcheggio per mezz'ora, sono entrato incazzatissimo nell'ufficio anagrafe per cambiare il mio indirizzo ufficiale, e incazzatissimo mi rivolgo al receptionist. Lui ha una camiciola estiva e una faccia cioccolato, e sorride e preme un bottone e sorridendo mi da' il biglietto e mi dice: Per Gli Indirizzi, Vai Qui. E sorride. Ed io mi ricordo improvvisamente di lui, della mia prima volta all'ufficio anagrafe un anno prima, e di lui che pure quella volta era sorridente e gentile, e quella volta - come questa volta - pareva avesse appena cominciato la giornata, e invece erano le otto di sera. A vederlo così gentile e sorridente ho pensato: questo qui sorride solo quando arrivo io, come in un Truman Show lui sorride solo al mio passaggio. Ed ho pensato, se fosse così, sarebbe davvero incredibile. E poi un momento dopo ho pensato, forse non è un Truman Show, forse lui ha sorriso a tutti, ogni giorno di questo lungo anno, a tutti quelli che come me - probabilmente meno di me - sono arrivati incazzati al suo sportello. Ed ho pensato, se fosse davvero così, allora sarebbe ancora più incredibile.

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categoria:brave persone, lamore vince sempre, eppure basta un niente, perché io guardo
mercoledì, 17 giugno 2009

very very well

Che poi a proposito di Magic Italy e dell’uso della lingua inglese come inspiegabile valore aggiunto, pensavo a Scalfarotto, e pensavo che i quaqquaraquá stanno da tutte le parti; Scalfarotto, quello che da un po’di tempo a questa parte si candida e poi non viene eletto, ma che intanto durante il periodo di candidatura viene chiamato il candidato giovane che rappresenta i giovani o peggio ancora “il candidato della rete” che siccome io adesso sono nella rete e siccome quello non lo sento il mio candidato mi viene da chiedermi: quale rete? la rete da pesca? No, pare sia la rete del web. Scalfarotto comunque, io non ho niente da dire contro questo personaggio che sicuramente é piú preparato di un Gasparri qualunque, peró l’altro giorno nella mia indecisione se mi stava simpatico o antipatico ho deciso che in fondo mi stava antipatico, quando ho visto sto video elettorale dove lui chiede il voto con un discorso in inglese. Doveva convincere gli elettori inglesi? No, doveva far vedere che lui sapeva parlare inglese.  Aggravante: a seguito di un appello lanciato su Facebook. Che io in teoria sarei pure d' accordo che si debba sapere sto inglese (figuriamoci, non faccio altro) ma se poi mi si fa la figura del primo della classe che gonfia il petto, allora io per reazione allergica preferisco automaticamente gli sgrammaticati. E poi io non ci posso fare niente, ho sempre dondolato fra la consapevolezza di essere un secchione io stesso, e l'impulso bullistico che ti viene da infilargli la testa nel cesso e poi scaricare, ai secchioni.

(solo a me vengono gli schiaffi alle mani?)

ho partorito queste parole con dolore alle 11:44 | Link | commenti (5)
categoria:bla bla bla, attualità, fastidi da esprimere